Il calcare che conserva le forme
Nel settore di San Lazzaro il Metauro attraversa calcari della Formazione della Maiolica. Sono rocce dure, compatte, spesso con selce, adatte a conservare nel tempo incisioni e superfici levigate.
San Lazzaro · Fossombrone · Marche
A San Lazzaro, vicino a Fossombrone, il fiume Metauro ha scavato nella roccia calcarea grandi cavità tondeggianti: sono le Marmitte dei Giganti. Dal vicino Ponte dei Saltelli si guarda dall’alto la Forra di San Lazzaro, tra acqua, pareti chiare e vegetazione.
Foto: Davide Tonelli
Dove si trovano
Le Marmitte dei Giganti sono a San Lazzaro, frazione di Fossombrone, in provincia di Pesaro e Urbino. Qui il Metauro entra nella Forra di San Lazzaro, una gola calcarea lunga circa 500 metri. In alcuni tratti le pareti raggiungono i 30 metri d’altezza e le rive arrivano a distare appena un metro e mezzo.
È un luogo raccolto, fatto di roccia chiara, acqua e vegetazione di sponda. Le cavità levigate si osservano dall’alto, nei pressi del Ponte dei Saltelli, e dove l’accesso è consentito anche dai sentieri che scendono verso il fiume.


Roccia, acqua, tempo
Qui il paesaggio non si rivela tutto insieme. Prima si percepisce il rumore dell’acqua, poi il taglio verticale della gola, infine le superfici arrotondate che danno il nome al luogo. Le marmitte non sono semplici buche nella roccia: sono la traccia visibile di una corrente che ha lavorato sempre negli stessi punti.
Nei periodi di maggiore energia il fiume trasporta ghiaia e ciottoli. Quando questi materiali restano intrappolati in piccoli vortici, ruotano sul fondo e sulle pareti come abrasivi naturali. Così una concavità appena accennata può allargarsi, approfondirsi e diventare una cavità stabile.
Geologia
Le Marmitte dei Giganti sono il risultato di un lavoro lento e continuo. In questo tratto stretto della gola, l’acqua del Metauro e i sedimenti trasportati dalla corrente hanno scavato, levigato e arrotondato il calcare.
Nel settore di San Lazzaro il Metauro attraversa calcari della Formazione della Maiolica. Sono rocce dure, compatte, spesso con selce, adatte a conservare nel tempo incisioni e superfici levigate.
Quando la portata cresce, l’acqua accelera e genera moti circolari. I ciottoli trascinati dalla corrente restano talvolta in rotazione e consumano il calcare per abrasione.
Le ricostruzioni geologiche indicano la presenza di un antico solco fluviale oggi nascosto dai depositi alluvionali. È una traccia del modo in cui il Metauro ha cambiato assetto nel tempo.
Alcune concavità poste più in alto sulle pareti non sono più raggiunte dalla corrente ordinaria. Raccontano fasi precedenti dell’incisione e aiutano a leggere l’evoluzione della gola.
Come visitarlo
Il Ponte dei Saltelli attraversa la Forra di San Lazzaro ed è il punto più comodo per osservarla dall’alto. Il suo nome richiama i piccoli salti d’acqua che un tempo caratterizzavano questo tratto del Metauro.
La forra è un ambiente fluviale: l’acqua può cambiare livello e le rocce bagnate sono scivolose. Per godersi il luogo in sicurezza servono attenzione e buon senso.
Il sito è poco fuori Fossombrone, vicino all’antica direttrice della Flaminia. Può essere una sosta durante un itinerario nella valle del Metauro, verso la Cesana o la Gola del Furlo.
Immagini
Uno sguardo ravvicinato alla forra, al Ponte dei Saltelli e al Metauro: roccia, acqua e pareti calcaree raccontano l’atmosfera di questo tratto di fiume.
Dove siamo
Il segnaposto indica l’area della forra a San Lazzaro. Apri la mappa nel navigatore per raggiungere il punto e capire dove si trova rispetto al Ponte dei Saltelli e alle strade vicine.
Territorio
Dopo l’affaccio sulla forra, le Marmitte possono diventare il punto di partenza per conoscere Fossombrone e il paesaggio della valle del Metauro: storia romana, architettura rinascimentale e un’altra gola scavata dall’acqua.

Fossombrone è il principale centro della media valle del Metauro. Il suo nome richiama Forum Sempronii, l’abitato romano sorto lungo la Flaminia nell’area di San Martino del Piano; il centro attuale si è poi sviluppato sul colle che domina la valle.
Fossombrone panorama · Toni Pecoraro · Pubblico dominio
Corso Garibaldi attraversa il cuore della città con portici e palazzi storici. Tra i luoghi da considerare, verificando aperture e disponibilità, ci sono la Corte Alta, la Corte Bassa e il Ponte della Concordia, che collega le due rive del Metauro.
Corso Garibaldi, Fossombrone · Alicudi · CC BY-SA 3.0
La Gola del Furlo è stata incisa dal fiume Candigliano tra il monte Pietralata e il monte Paganuccio. Dal 2001 l’area è una riserva naturale statale: è una tappa da scegliere con calma, verificando prima percorsi, condizioni e servizi.
Gola del Furlo · Mirko Marchetti · CC BY-SA 4.0
La via Flaminia attraversa il Furlo. Nel punto più stretto della gola si trova una galleria romana attribuita all’età di Vespasiano: un segno concreto del rapporto tra questo passaggio naturale e le vie storiche dell’Italia centrale.
Furlo Tunnel South · AlMare · CC BY-SA 2.5Domande frequenti
Le Marmitte dei Giganti si trovano a San Lazzaro, frazione di Fossombrone, in provincia di Pesaro e Urbino. La forra si trova lungo il fiume Metauro, nelle Marche.
Il punto di riferimento più semplice è il Ponte dei Saltelli, vicino a San Lazzaro di Fossombrone. Nella mappa del sito trovi il segnaposto da aprire direttamente nel navigatore.
Sì. Il Ponte dei Saltelli, conosciuto anche come Ponte di Diocleziano, è l’affaccio principale sulla Forra di San Lazzaro e sulle pareti calcaree scavate dal Metauro.
Sì. Le Marmitte dei Giganti sono a Fossombrone, nella valle del Metauro, e si inseriscono bene in una giornata che comprende anche la Gola del Furlo o altri luoghi dell’entroterra marchigiano.
La visita è breve e panoramica: è ideale per chi ama natura, fotografia e geologia. Se scegli di scendere verso il fiume, indossa scarpe adatte e valuta sempre le condizioni dell’acqua e delle rocce.
Le marmitte sono cavità circolari scavate nella roccia dall’azione vorticosa dell’acqua e dei ciottoli trasportati dal fiume. Nella Forra di San Lazzaro il Metauro ha modellato queste forme nelle pareti e nel letto calcareo della gola.
La forra si sviluppa per circa 500 metri. Le pareti calcaree raggiungono all’incirca 30 metri di altezza e, nel punto più stretto, la gola misura circa un metro e mezzo.
La forra può essere esplorata anche con escursioni in canoa o kayak organizzate da operatori e associazioni locali. Disponibilità, condizioni del fiume, requisiti e attrezzatura vanno verificati direttamente con l’organizzatore prima della visita.
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